Chi più chi meno, tutti abbiamo paura di qualcosa.

A volte si tratta di paure legate a problemi che conosciamo bene, come la paura di non riuscire a far fronte a tutte le spese ed arrivare alla fine del mese, di perdere l’amore di qualcuno, di non raggiungere un obiettivo, di non superare un esame, di rendersi ridicoli agli occhi degli altri, di essere giudicati male…

Altre volte si tratta di paure senza nome, che non confessiamo neanche a noi stessi.

Queste paure si autoalimentano e crescono, nutrendosi della nostra linfa vitale, della nostra energia, senza rendercene conto.

E quando ormai sono ben nutrite, ecco che si trasformano in panico.

Ci sentiamo costantemente in ansia, non sappiamo spesso neanche il perché. Non riusciamo a rilassarci e la vita si fa ogni giorno più pesante.

La paura ci corrode dall’interno. Magari si tratta di una moltitudine di paure che hanno ormai preso il sopravvento su di noi, senza che ce ne siamo accorti. Ormai ci hanno in pugno.

Ma come facciamo a liberarcene? Come facciamo ad uscire da questa situazione?

Se non faremo nulla, esse continueranno a crescere fino a paralizzarci.

Allora è assolutamente necessario riprendere le redini della nostra vita interiore (da cui dipende anche quella esteriore) e affrontare le nostre paure.

Che sia chiaro: non è né semplice né veloce.

Ci sentiamo come degli involucri, ormai senza energia vitale, che devono affrontare demoni che si sono gonfiati di tutta la nostra forza e che rispetto a noi sono enormi.

Ma noi non siamo solo degli involucri. Sta a noi agire, con l’intenzione di affrontare e superare queste paure.

Abbiamo un grande potere, che non conosciamo e che raramente utilizziamo.

E’ la CONSAPEVOLEZZA.

Il primo obiettivo adesso è riappropriarci della nostra energia ed accomularne di nuova.

Per farlo occorre nutrire la nostra consapevolezza. Come fare?

Almeno una volta al giorno (ma poi sempre più spesso, nell’arco della giornata) dobbiamo esercitare il nostro TESTIMONE. Ossia osservarci, a prescindere dall’attività che stiamo facendo, a prescindere da ciò che stiamo pensando in quel momento.

Dobbiamo osservarci come se noi fossimo solo una telecamera che riprende la scena che si trova davanti.

Ad esempio, stiamo lavando i piatti? Osserviamo questa scena, focalizzando la nostra attenzione su tutti i movimenti, l’ambiente esterno ed anche quello interno, ossia i pensieri e le emozioni. Osserviamo i pensieri senza identificarci con essi: noi siamo solo la telecamera che li sta riprendendo.

In questo modo nutriremo la nostra consapevolezza, ed osservandoci scopriremo cose di noi che non abbiamo notato prima. Ci riapproprieremo della nostra energia, perché quando siamo consapevoli la nostra energia è focalizzata su ciò che stiamo facendo e non va a nutrire le nostre paure.

Man mano, esse non cresceranno più, perchè non riceveranno il loro quotidiano nutrimento.

Per esercitare il nostro TESTIMONE è fondamentale NON GIUDICARE.

Mentre ci osserviamo, non dobbiamo giudicare o riflettere su ciò che stiamo osservando. In quel momento dobbiamo SOLTANTO osservare. Del resto, avete mai visto una telecamera che si mette a giudicare ciò che riprende?

In un secondo momento poi potremo riflettere su ciò che abbiamo osservato.

Mi raccomando: non colpevolizzarti. A prescindere da ciò che hai scoperto.

Il senso di colpa è un complice della paura. Le fornisce la nostra energia. Non permettiamogli di rubarci energia per darla alle nostre paure.

La paura ti sta rovinando la vita? Non pensi che sia giunta l’ora di liberartene?

Contattami e ti aiuterò io: senza un aiuto professionale esterno molto spesso è difficile uscire fuori da questo tunnel di paura da cui non sembra esserci uscita.

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